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Inquinamento acustico: effetti sull’ambiente e sulla salute

L’inquinamento acustico è spesso generato all’interno degli impianti industriali, ma viene anche prodotto da strade trafficate, ferrovie, aeroporti e attività comuni.

Inquinamento acustico: effetti sull'ambiente e sulla salute

L’inquinamento acustico rappresenta uno dei più gravi (e sottovalutati) problemi ambientali, a causa dell’elevato e diffuso impatto sulla popolazione. Ridurre l’inquinamento acustico significa migliorare la qualità della vita sotto diversi aspetti.

Non tutto il rumore è nocivo, come affermerebbe qualsiasi amante della musica ad alto volume. Ma il rumore indesiderato, detto anche inquinamento acustico, rappresenta una vera minaccia per la salute e il benessere. 

Tra le patologie legate all’inquinamento acustico infatti, sono riconosciuti i danni uditivi ed extra uditivi, sicuramente rilevanti.

I primi si distinguono in danno acuto, successivo ad un rumore intenso ma breve, e quello cronico, relativo invece ad un’esposizione prolungata. L’udito diminuisce in entrambi i casi generando una ipoacusia neurosensoriale che è irreversibile e può anche causare vertigini, ronzii, insensibilità.

I danni extra uditivi sono quelli che si generano nel nostro organismo, a prescindere dall’apparato uditivo. Tra questi elenchiamo i disturbi gastrointestinali, l’aumento della pressione arteriosa, le alterazioni del sistema nervoso, della tiroide, del surrene, del sistema immunitario. Il rumore è fonte di enorme stress e quest’ultimo si riversa su tutti i nostri organi, minandone la funzionalità. Chi subisce dei rumori continui, rileva disturbi del sonno e dell’attività intellettuale i quali rendono difficile studiare e lavorare.

Molte persone non si rendono conto di come l’inquinamento acustico sia un problema importante, che incide sulla salute umana, compresa la loro. L’inquinamento acustico sembra avere un impatto rilevante sugli indicatori relativi alla qualità della vita e al benessere psichico. In effetti, secondo determinate conclusioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization), il rumore è la seconda causa ambientale di problemi di salute, subito dopo l’inquinamento atmosferico da particolato.

Vivere nelle città ed essere continuamente circondati dai rumori influisce anche sui comportamenti delle persone, con conseguenze quali isolamento sociale e sensazioni negative, come rabbia e frustrazione.

L’obiettivo principale di una politica di controllo del rumore nei suoi diversi aspetti è quello di mantenere l’esposizione al rumore quanto più bassa possibile, tutelando la salute e il benessere della popolazione. Gli obiettivi specifici di una tale politica sono lo sviluppo di criteri di salvaguardia dall’esposizione al rumore e la promozione della valutazione del rumore come parte del processo di salvaguardia della salute dei cittadini.

Lo stress da inquinamento acustico

Una notevole fonte di stress da inquinamento acustico è costituita dai rumori dei vicini (o dei loro animali), che per circa il 10% degli italiani è un accadimento regolare. In molti casi, tali rumori hanno impedito loro di dormire o hanno provocato un disturbo continuo. Anche i livelli sonori fino a 40 dB (rumorosi all’incirca come un frigorifero o una biblioteca) di notte possono generare reclami o litigi per il rumore, e la soglia inferiore per il rumore che produce disturbi del sonno è di 45 dB o inferiore.

La prevenzione è la migliore difesa contro la perdita di udito causata dal rumore. La migliore, prima opzione per la protezione dell’udito consiste, naturalmente, nel proteggersi con dispositivi adeguati. In secondo luogo, limitare il tempo di esposizione a un rumore forte può ridurre la lesione.

Nelle attività professionali, le normative di legge per limitare l’esposizione dei lavoratori ai rumori pericolosi risultano utili.

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