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Perché certi rumori sono più fastidiosi per alcune persone che per altre?

Certi rumori, come lo stridere del gesso sulla lavagna, possono risultare fastidiosi in alcune persone a causa di un’ipersensibilità individuale o di patologie che possono colpire l’apparato…

Perché certi rumori sono più fastidiosi per alcune persone che per altre?

La coclea, che in latino significa chiocciola, come viene spesso chiamata è situata nell’orecchio interno dei mammiferi, rappresenta l’interfaccia tra il cervello e il mondo dei suoni. È una piccola spirale ossea che srotolata misura circa 3,5 cm.

Il suo interno, che contiene un liquido acquoso chiamato fluido cocleare, è diviso diametralmente a metà da una membrana elastica, detta membrana basilare, sulla quale è posto l’Organo del Corti.

I suoni raccolti dal padiglione uditivo vengono trasmessi dai tre ossicini dell’orecchio medio – martello, incudine e staffa – in vibrazioni sonore che all’interno della coclea si trasformano in variazioni di pressione del fluido cocleare.

La membrana basilare viene sollecitata da queste variazioni di pressione, generando oscillazioni che variano in funzione dell’intensità dello stimolo sonoro. Le sottili fibre elastiche che rivestono l’interno della membrana, fitte fitte e in tensione, sottoposte a queste oscillazioni, vibrano proprio come le corde di uno strumento musicale, permettendo così all’onda sonora di raggiungere il cervello per essere trasformata in suono.

Certi rumori, come lo stridere del gesso sulla lavagna, possono risultare fastidiosi in alcune persone a causa di un’ipersensibilità individuale o di patologie che possono colpire l’apparato uditivo a diversi livelli. I suoni infatti arrivano all’orecchio come onde di percussione che colpiscono la membrana timpanica esattamente come le mazze percuotono la pelle di un tamburo.

I suoni più acuti hanno una frequenza elevata, colpiscono quindi l’orecchio più volte nell’unità di tempo rispetto a quelli gravi, che hanno cioè una frequenza d’onda minore; ecco perché normalmente l’orecchio, a parità di volume, è più sensibile ai suoni acuti rispetto a quelli gravi. Se poi il volume aumenta, cresce anche la forza con cui le onde sonore colpiscono il timpano.

L’orecchio è in grado di difendersi da questi stimoli eccessivi allentando la tensione della membrana, se però il suono supera una certa intensità, il sistema risulta inefficiente e subentrano fastidio, prima, e dolore, poi.

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