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Che rumore assordante!

Il rumore è un segnale di disturbo rispetto all’informazione trasmessa in un sistema.

Ma cosa succede quando sentiamo un suono?

Il silenzio è d’oro. Mai detto fu più appropriato, soprattutto quando il caldo si fa opprimente e per cercare un po’ di refrigerio bisogna spalancare le finestre. Lo sanno molto bene le persone che vivono in prossimità degli aeroporti, oppure coloro che abitano sopra un pub o una discoteca o ancora chi lavora in mezzo al traffico, come, ad esempio, i vigili urbani.

Il livello massimo di decibel da non superare dovrebbe essere 65 durante il giorno e 55 durante la notte, eppure questi limiti vengono abbondantemente superati nella maggior parte delle città italiane. Le città più rumorose? Napoli e Milano, seguite da Roma,Firenze e Torino di giorno, ma la notte i rumori più forti si sentono a Napoli, Roma e Milano.

Ma cosa succede quando sentiamo un suono? Il suono colpisce le cellule ciliate esterne o interne, a seconda dei decibel (fino a 65 entrano in gioco quelle esterne, dopo i 65 quelle interne). Oltre i 100 decibel le cellule ciliate recepiscono il suono come fastidioso e come doloroso oltre i 130 decibel. Il vero problema è che l’esposizione continuata e costante a decibel oltre soglia consentita rischia di mettere in pericolo l’udito umano.

La parte più colpita è il cosiddetto organo del Corti, sede delle cellule ciliate, racchiuso all’interno della chiocciola. Un’esposizione costante e cronica al rumore già di circa 85 decibel può essere dannoso a lungo, soprattutto se questi rumori sono di una frequenza che si aggira tra i 3000 ed i 6000 hertz.

Per evitare questi problemi è necessario eliminare la causa del rumore assordante, effettuare una diagnosi precisa dell’eventuale danno acustico in modo da attuare poi una terapia adeguata al tipo di danno rilevato. Nei casi più gravi sarà necessario optare per una protesi computerizzata.

Per quel che riguarda la prevenzione, invece, è utile fare in modo da tenere sotto controllo eventuali fattori di rischio; ad esempio, controllare la pressione arteriosa, che potrebbe aggravare il danno, oppure evitare sostanze che possano danneggiare l’udito, quali fumo, alcol ed particolari farmaci. Inoltre, ed è la cosa più importante, fare in modo che si verifichino tutte quelle situazioni atte a prevenire l’inquinamento acustico: indossare protezioni durante il lavoro, ascoltare la musica e guardare la televisione a volume non troppo alto, parlare a voce bassa, ecc.

Un’altra protezione, in casa questa volta, è l’installazione di doppi vetri, che riducono di 20 decibel il rumore proveniente dalla strada, quali clacson, aerei, antifurti, ecc; oppure basterà utilizzare i nostri tappi per dormire realizzati su misura in grado di ridurre fino a 35 decibel i rumori esterni!

E allora bisogna agire all’origine della problematica ed educare i giovani a non inquinare acusticamente, insegnando loro ad ascoltare la musica ad un volume consentito, a non urlare quando discutono con i compagni e, soprattutto, ad avere rispetto per lo spazio altrui, che è alla base di tutte le moderazioni, e quindi anche di quella acustica.

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