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Otoprotettori DPI di III categoria: quando sono obbligatori?

Tappi auricolari e cuffie diventano otoprotettori DPI di III categoria. Di conseguenza sono considerati dispositivi che proteggono da rischi che possono causare morte o danni alla salute irreversibili.

Otoprotettori DPI di III categoria: quando sono obbligatori?

Il nuovo Regolamento DPI 2016/425 stabilisce i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei dispositivi di protezione individuale (otoprotettori DPI di III categoria), allo scopo di garantire una maggiore protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori.

Per scegliere la protezione acustica giusta occorre soltanto conoscere i livelli di rumore dell’ambiente di lavoro e i valori H, M e L della protezione acustica. I valori HML sono sempre riportati sulle istruzioni delle protezione acustiche, mentre i livelli acustici devono essere misurati.

Per la determinazione dei livelli di esposizione al rumore vengono utilizzati strumenti elettronici denominati fonometri integratori, i quali sono studiati per rendere la risposta dello strumento quanto più simile a quella dell’orecchio umano. Questi strumenti forniscono un dato che viene denominato Livello sonoro equivalente (LEQ), un parametro che identifica il grado di emissione della sorgente sonora analizzata.

Poiché il dato rilevante ai fini della valutazione del rischio è la durata dell’esposizione, solitamente viene calcolato il livello di esposizione quotidiana personale al rumore (LEP,d), riferito ad otto ore giornaliere.

Quando è necessario utilizzare gli otoprotettori DPI di III categoria?

Diverse sono le attività in cui è necessario utilizzare questa tipologia di DPI, connessa all’impiego di numerose attrezzature ed impianti, che hanno sostituito il lavoro manuale. È quindi stata la meccanizzazione delle lavorazioni che ha comportato la necessità di proteggere l’udito dal rumore con gli otoprotettori.

Nel corso degli anni l’esposizione a questo fattore di rischio è andata aumentando con l’impiego della tecnologia meccanica nei cicli produttivi e nelle attività, nel senso che si è ampliata sia la numerosità degli esposti che la gamma (tipologie di
lavoratori).

Il progresso tecnologico ha però nel tempo ridotto l’esposizione al rumore dei lavoratori, incidendo su due fattori:

  • riducendo la rumorosità delle macchine e delle attrezzature;
  • mettendo a disposizione una gamma sempre più ampia e differenziata di otoprotettori, più mirata nel proteggere l’esposizione del lavoratore.

Con il nuovo Regolamento sui dispositivi di protezione individuale, un DPI conforme alla precedente direttiva può cambiare categoria di appartenenza. La nuova definizione delle tre categorie dei DPI è la seguente:

DPI CATEGORIA I

Comprende i rischi dovuti: a lesioni meccaniche superficiali; al contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua; al contatto con superfici calde che non superino i 50 °C; alle lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole); alle condizioni atmosferiche di natura non estrema.

DPI CATEGORIA II

Comprende esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili rispetto a sostanze e miscele pericolose per la salute; atmosfere con carenza di ossigeno; agenti biologici nocivi; radiazioni ionizzanti; ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C; ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore; cadute dall’alto; scosse elettriche e lavoro sotto tensione; annegamento; tagli da seghe a catena portatili; getti ad alta pressione; ferite da proiettile o da coltello; rumore nocivo.

DPI CATEGORIA III

Include i rischi non elencati nelle due categorie precedenti. È subito evidente come gli otoprotettori passino alla categoria più elevata. Al tempo stesso, però, si rileva anche una lista molto più lunga di rischi da cui devono proteggere i DPI di III categoria, quali radiazioni ionizzanti, annegamento, ferite da proiettili o coltelli, tagli da motosega manuale e getti ad alta pressione.

Conclusioni

La valutazione dei rischi è il primo passo da compiere per la scelta degli otoprotettori DPI di III categoria corretti da utilizzare in azienda, tenendo conto che la cadenza di questa valutazione va stabilita a priori. Successivamente vanno considerati tutti i fattori di ergonomia a seconda delle caratteristiche del personale e vanno formati tutti i dipendenti sul corretto utilizzo dei DPI.

Le situazioni ambientali in cui è necessario utilizzare gli otoprotettori sono presenti in moltissime attività lavorative, dall’industria metalmeccanica, ai cantieri stradali, all’edilizia, agli impianti di lavaggio, ecc. Pertanto, le tipologie di lavoratori implicati nell’obbligo dell’uso dei DPI a protezione dell’udito sono numerose. Le condizioni ambientali di lavoro che portano all’obbligo
degli otoprotettori DPI di III categoria, in funzione della rumorosità raggiunta (nell’ambiente o nell’utilizzo dell’attrezzatura).

Elementi fondamentali sono la conoscenza della necessità di utilizzare o meno questa tipologia di DPI e i problemi che si possono incontrare nell’uso, ossia:

  1. corretto inserimento degli inserti auricolari: pur essendo morbidi e facilmente adattabili al condotto uditivo possono provocare il perforamento del timpano, che porta ovviamente ad una serie di problematiche di salute, fra cui la sordità;
  2. iperprotezione: qualora l’attenuazione del rumore dell’ambiente di lavoro superi una certa soglia (al di sotto dei 65 dBA), si incorre in questo inconveniente, non marginale in quanto l’iperprotezione non consente di comunicare con terzi e – cosa ben più grave – non sentire allarmi sonori (ad esempio connessi al passaggio di veicoli motorizzati come carrelli semoventi oppure connessi ad emergenze, come un incendio).

Il nuovo Regolamento sui dispositivi di protezione individuale (disponibile qui) garantisce una maggiore affidabilità dei prodotti, comporta la presenza di informazioni più complete per tutte le categorie dei DPI e prevede anche la possibilità di scaricare la dichiarazione di conformità dai siti internet del produttore.

Tra le responsabilità di cui il datore di lavoro deve farsi carico si evidenzia, principalmente, l’eventuale necessità di programmare lo specifico addestramento per gli Otoprotettori DPI di III categoria, soprattutto nel caso in cui si verificassero passaggi di categorie tra quelli utilizzati.

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