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La misurazione del rumore negli ambienti di lavoro

I metodi e gli strumenti da utilizzare nella misurazione del rumore devono essere determinati in base alla durata dell’esposizione, alla natura del rumore da misurare, ai fattori ambientali e alle caratteristiche dello strumento di misura.

La misurazione del rumore negli ambienti di lavoro

Il lavoro dell’ispettore della salute e sicurezza sul lavoro, degli ispettori edili e degli installatori richiede l’uso di dispositivi di misurazione del rumore accurati che consentiranno di effettuare test standard in capannoni industriali e di magazzino.

La misurazione del rumore, detta anche rilevazione fonometrica, viene effettuata tramite particolari strumenti elettronici, noti come “fonometri integratori”, dotati di circuiti di pesatura che, in base a determinate specifiche tecniche, attenuano o amplificano i segnali alle diverse frequenze, determinando in tal modo una modifica della risposta dello strumento per renderla simile a quella dell’orecchio umano.

Al fine di valutare più dettagliatamente le caratteristiche dei segnali sonori, talvolta, si utilizzano particolari filtri elettronici, in grado di suddividere e analizzare separatamente il campo di frequenza da 20 a 20.000 Hz in bande e frazioni d’ottava (analisi in frequenza).

Per operare una rilevazione fonometrica corretta è necessario innanzitutto individuare le cause del rumore. Le più frequenti sono le seguenti:

  • rumori specifici di processo;
  • rumori dovuti a vibrazioni per difetti costruttivi, rotture o scarsa manutenzione (rottura di cuscinetti, equilibratura di organi in rotazione, slittamento di cinghie, ecc.);
  • rumori dovuti a perdite di aria compressa;
  • rumori dovuti a caduta e/o impatto (presse, martelli, ecc.);
  • rumori dovuti al funzionamento intrinseco di motori elettrici e a combustione (raffreddamento, aspirazione e scarico, giochi interni, ecc.).

Inoltre è fondamentale conoscerne la posizione del lavoratore rispetto alla fonte di rumore e i tempi di esposizione. Occorre poi individuare precisamente ed opportunamente i punti di misura che possono essere relativi sia all’ambiente (in questo caso il microfono viene collocato, al centro del locale ad un’altezza di circa 1,50 metri dal piano di calpestio), sia alle singoli postazioni di lavoro (il microfono viene posizionato, in prossimità della postazione di lavoro, alla stessa altezza che assume l’orecchio dell’operatore durante le fasi lavorative).

IL RIEPILOGO DEI PRINCIPALI ADEMPIMENTI

La normativa, da un lato, fissa tre livelli di esposizione (80, 85 e 87 decibel – dB(A) – ossia il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa e 135, 137 e 140 decibel – dB(C) – ossia il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata) e i corrispondenti adempimenti ai quali sono tenuti i datori di lavoro qualora vengano superati i livelli stessi;

Di seguito il livello di esposizione al rumore con relativo adempimento richiesto.

Se il livello di esposizione è superiore agli 80 decibel:

  • messa a disposizione dei DPI dell’udito, da parte del datore di lavoro;
  • obbligo di formazione e informazione dei lavoratori in merito ai rischi provenienti dall’esposizione al rumore, alle misure adottate, ai DPI dell’udito, all’uso corretto delle attrezzature, al significato del ruolo del controllo sanitario e della valutazione del rumore.

Se il livello di esposizione è superiore agli 85 decibel:

  • obbligatorietà dell’utilizzo dei DPI dell’udito;
  • obbligo di formazione e informazione dei lavoratori in merito ai rischi provenienti dall’esposizione al rumore, alle misure adottate, ai DPI dell’udito, al significato del ruolo del controllo sanitario e della valutazione del rumore;
  • controllo sanitario (estensibile ai lavoratori esposti ad un rumore tra gli 80 e 85 dB(A) su richiesta del lavoratore e approvazione del medico).

Se il livello di esposizione è superiore agli 87 decibel:

  • adozione immediata di misure atte a riportare l’esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione (Dispositivi di Protezione e/o interventi su attrezzature, strutture o ambienti);
  • individuazione delle cause dell’esposizione eccessiva;
  • modifica delle misure di protezione e di prevenzione per evitare che la situazione si ripeta.

In generale debbono essere misurati i valori massimi di rumore che possono essere presenti sul posto di lavoro. Se una persona lavora otto ore al giorno nel rumore, l’intensità dei suoni non può superare 85 dB. Il lavoro nel rumore che supera i 115 dB non è consentito nemmeno in breve tempo. È responsabilità del datore di lavoro garantire la sicurezza e l’igiene sul lavoro, nonché assicurare la protezione dell’udito e controllare le misurazioni del rumore, nonché la loro analisi.

Tratto dal Quaderno Informativo dell’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione della SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA

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